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Ragazze finlandesi (Helsinki)

 


Una ragazza Uygura con la
 sorellina a Kashgar (Cina)

Potranno mai avere le stesse opportunità?
(foto di N. Galante)

L'IMPATTO ECONOMICO E SOCIALE DELLA CRESCITA DELLA POPOLAZIONE

(a cura di Flavia Palese)

6.1  Introduzione

6.2 Il gioco dei numeri
Basta fare i conti...  

6.3  La nascita delle megalopoli 
Più grande non significa migliore

6.4  Correlazioni
Popolazione e criminalità, salute e posti di lavoro

6.5  Popolazione e povertà
E' la crescita della popolazione che causa la povertà o è la povertà che provoca la crescita della popolazione? 

6.6  Quando i bambini sono una risorsa economica
Nelle società più povere una famiglia numerosa può diventare una necessità economica

6.7  Popolazione, povertà, guerre
Quando sono troppi quelli che hanno troppo poche risorse

 


 

 

6.1  Introduzione

 

Il rapporto esistente tra incremento demografico e degrado ambientale può essere facile da capire, ma l'impatto economico e sociale di quello stesso incremento è spesso più difficile da percepire. 
A prima vista, fame, povertà, malattia e disoccupazione, come pure mancanza di casa, criminalità, migrazioni e guerre possono non apparire logicamente collegati all'aumento della popolazione; ma se ricordiamo l’esempio dello scacciaspiriti, possiamo renderci conto che questi problemi sono tra loro strettamente correlati.
Infatti, più persone significano più bisogni: ogni persona in più ha bisogno di più cibo, più acqua, più case e più lavoro. 

L'aumento della popolazione richiede anche un aumento delle infrastrutture: trasporti, energia, sistema di smaltimento dei rifiuti… Più persone richiedono anche più servizi, dalla protezione della polizia all’assistenza sanitaria. 
Quando le risorse sono insufficienti per la popolazione (o quando la popolazione cresce più velocemente rispetto alla capacità di fornitura di servizi e risorse) le risorse iniziano a scarseggiare. 
Se il cibo scarseggia, la popolazione ha fame, se le case scarseggiano, le persone rimarranno senza dimora, e se i posti di lavoro sono insufficienti, le persone resteranno disoccupate. 
La scarsità di risorse dovuta alla pressione della popolazione (e ad un’iniqua distribuzione delle risorse) causa un gran numero di problemi: obbliga le persone ad emigrare, aggrava le tensioni sociali, religiose ed etniche e provoca guerre e rivolte. 
Di fatto, tutti i più seri problemi che oggi ci troviamo a dover affrontare sono causati o aggravati dalla crescita demografica. A meno che questa crescita non venga controllata, sarà difficile - e forse anche impossibile - risolvere questi pressanti problemi. 


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6.2  Il gioco dei numeri

Basta fare i conti...                     


Un modo per capire la pressione esercitata sulle istituzioni sociali ed economiche dalla crescita della popolazione è attraverso la formula H = R ¸ P. 
Questo significa che la condizione umana (H) è determinata dalle risorse disponibili (R) divise per la popolazione (P). 
Più semplicemente, maggiore il numero di persone che necessitano di una fetta di una particolare torta, più piccola sarà la fetta che ognuna di esse riceverà. Solo se la quantità di risorse consumate è sostenibile e la produzione eguaglia o supera la percentuale di crescita della popolazione, le condizioni di vita migliorano.
La formula H = R ¸ P può essere facilmente provata con un gran numero di esempi in tutto il mondo, che dimostrano che le risorse essenziali come terra coltivabile, foreste, pesca e disponibilità di acqua potabile stanno tutte diminuendo se misurate sulla base della disponibilità individuale. 
La validità della formula H = R ¸ P può essere dimostrata anche da un punto di vista economico. 
Dal 1950, il Prodotto Mondiale Lordo (PML) è aumentato di almeno sei volte; durante lo stesso periodo, tuttavia, a causa dell’incremento demografico, il PML pro capite è aumentato solo di due volte e mezzo. 
Poiché il PML pro-capite è determinato semplicemente dalla divisione del PML per la popolazione, esso non riflette la crescente differenza - sia all'interno delle stesse nazioni che tra nazioni diverse - tra ricchi e poveri. 
Nel 1999 il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (PSNU) ha stimato che, a causa della crescita demografica, della disparità economica e dei problemi strutturali (inclusa la corruzione) che ne stanno alla base, il 20% più ricco della popolazione mondiale consumava l’86% di beni e servizi, mentre il 20% più povero della popolazione ne consumava poco più dell’1%. 
Nel 1998, un comitato delle Nazioni Unite ha concluso che più di un miliardo di persone viveva con meno di un dollaro al giorno, e almeno 3 miliardi vive con meno di 2 dollari al giorno. 

 

Percentuali contro numeri

Esempi di scarsità di risorse causate dal fatto che popolazioni sempre maggiori competono per appropriarsi di risorse limitate sono molto frequenti. 
Dato che ci sono sempre più persone, anche se la percentuale di persone bisognose diminuisce, il numero totale di queste persone cresce costantemente. 
Secondo il PSNU (Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite), per esempio, “anche se l' incidenza relativa di povertà, analfabetismo e fame è scesa o è rimasta costante, con l'aumento della popolazione il loro numero assoluto è aumentato. Nell’Africa sub-sahariana numerosi indici di benessere sono scesi”. 
Questo significa, per esempio, che anche se un’alta percentuale di bambini va a scuola, a causa della rapida crescita demografica il numero totale di bambini che non va a scuola, in molte regioni, è più alto che mai. La ricerca del PSNU indica che nel mondo sviluppato, 130 milioni di bambini non frequentano la scuola elementare e più di 275 milioni la scuola media. Nell’America Latina come nei Carabi, nell’Asia meridionale come in Africa, solo metà dei bambini che iniziano la prima elementare arriva in quinta. 
Questo ci aiuta a capire perché, nonostante in India la percentuale di persone che vivono al di sotto del livello di povertà si sia ridotta, il numero di persone povere stia costantemente aumentando a causa dell’incremento demografico. Si spiega così anche il fatto che i tassi di disoccupazione possono essere più bassi in alcuni Paesi rispetto ad altri, anche in presenza di un gran numero di persone disoccupate.


A scuola a Jaisalmer (Rajastan) - India
 Questa è veramente la loro aula
(foto di E. Menegon)


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6.3  La nascita delle megalopoli

Più grande non significa migliore          

 

Uno degli esempi più visibili della crescita della popolazione mondiale è l'aumento dell’urbanizzazione. Dal 1950, il numero di persone che vivono in città è più che quadruplicato - da circa 700 milioni ai circa 3 miliardi di oggi - soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Questo andamento è destinato a continuare, man mano che l'incremento demografico, il degrado ambientale e la perdita di posti di lavoro nel settore agricolo spinge le persone dalle aree rurali alle città. 
Le previsioni delle Nazioni Unite ipotizzano che nel 2025 circa 4 miliardi di persone vivranno nelle città. La rapida urbanizzazione è associata ad un gran numero di problemi a carattere sociale ed economico, inclusi l’inquinamento, il crimine, la disoccupazione, la trasmissione delle malattie, la povertà ed una carenza di abitazioni. 
La crescita della popolazione mette a dura prova le istituzioni politiche, mentre la gente che affluisce dalle campagne richiede sempre più servizi, e le città spesso non riescono a fornire abitazioni, acqua pulita o servizi sanitari ad una popolazione in crescita costante. Nel 1990 le Nazioni Unite hanno stimato che 600 milioni di persone residenti in Paesi in via di sviluppo vivevano “in case e quartieri pericolosi e degradati dal punto di vista sanitario”. E' probabile che il numero di senza-tetto, in quelle regioni, raggiunga i 200 milioni, e si calcola che nella sola America Latina ci siano 20 milioni di “ragazzi di strada”.


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6.4  Correlazioni

Popolazione e criminalità, salute e posti di lavoro          

 

Popolazione e criminalità

A causa degli alti indici di natalità e per il fatto che la maggior parte degli emigranti appartiene alla fascia d’età fra i 15 e i 25 anni, molte città hanno una popolazione giovane. Questo fatto non solo provoca pressione sul sistema scolastico e sul mercato del lavoro, ma anche tensione sociale e politica. I giovani sono più facilmente coinvolti in attività criminali, e, in molte città del mondo sviluppato, crimine e violenza stanno pericolosamente aumentando. 
In India, il Paese con il più veloce incremento demografico ed il secondo più popolato, c’è un forte legame tra crescita della popolazione, degrado ambientale e violenza. Tra il 1955 ed il 1985, la popolazione totale è quasi raddoppiata, mentre l’incidenza della violenza nelle città è aumentata di sette volte e il numero di vittime per queste violenze è aumentato di oltre dieci volte. 
Esempi simili si possono trovare in luoghi diversi come Rio de Janeiro (Brasile), Lagos (Nigeria) e Dacca (Bangladesh). 
Studi negli Stati Uniti hanno anche dimostrato che esiste una relazione tra le dimensioni di una città e la percentuale di criminalità: le città più grandi generalmente soffrono di più crimini pro capite rispetto alle città più piccole. Ancora più significativi sono i recenti studi sulle maggiori città statunitensi, che indicano un forte legame tra crimine, povertà e sovraffollamento: malgrado la comune convinzione che violenze e crimini siano principalmente commessi da giovani maschi afro- americani, questi studi indicano che la razza non è un fattore di particolare importanza nel comportamento criminale, ma che invece i crimini vengono più facilmente commessi da gente povera - senza distinzione di razza - che vive in condizioni di sovraffollamento. Gli afro-americani appartenenti alla classe media non sono coinvolti in tali reati più di bianchi, asiatici o latino-americani appartenenti alla stessa classe. La più alta incidenza di crimini tra afro-americani è attribuita dallo studio ad una maggiore incidenza di povertà e alla maggiore concentrazione di afro-americani in ambienti urbani densamente popolati.


Popolazione e salute

Per quel che riguarda la sanità, la formula H = R ÷ P significa che, per mantenere costanti i livelli dei servizi sanitari in presenza di una popolazione in crescita, sono necessari più medici, più ospedali e più medicinali. Purtroppo, le difficoltà economiche dei governi possono rendere ciò molto difficile se la popolazione cresce molto rapidamente. Altri studi indicano anche che più veloce è il tasso di crescita della popolazione, meno è probabile che i programmi di vaccinazione possano prevenire le malattie dell’infanzia, come morbillo, rosolia e orecchioni, semplicemente perché i bambini da vaccinare sono troppi.
Anche i problemi di salute nelle metropoli sono collegati alla densità della popolazione ed al degrado ambientale: le malattie vengono trasmesse più facilmente in condizioni di affollamento, e la scarsità di acqua pulita e fognature incrementa l’incidenza di molte malattie, come il colera; anche l'incidenza della tubercolosi e dell' HIV/AIDS è maggiore nelle zone urbane. 
Il nesso tra aumento della popolazione e problemi sociali e sanitari non è limitata al solo mondo in via di sviluppo;infatti, c’è una diretta relazione tra crescita della popolazione e declino del benessere negli Stati Uniti. Secondo l’Index of Social Health pubblicato dalla Fordham University, lo stato di salute sociale della popolazione americana è diminuito di più del 40% nei 27 anni dall’inizio dello studio, mentre la popolazione è cresciuta più del 30%. 

 

 

Popolazione e lavoro

La formula H = R ÷ P può essere utilizzata anche per quanto riguarda il lavoro. 
La crescita economica e produttiva è aumentata in modo notevolissimo durante la seconda metà del XX° secolo, in gran parte grazie all’incremento della meccanizzazione ed ai progressi tecnologici; il risultato di questo sviluppo, però, è stato un calo dei posti di lavoro disponibili nel settore agricolo e manifatturiero, e questo proprio nel momento in cui sempre più lavoratori entrano nel mercato del lavoro a causa della crescita della popolazione. Parte di questa perdita è stata compensata dall’incremento dei posti di lavoro nei servizi, ma spesso con uno stipendio più basso. In questo caso, i posti di lavoro (R) non sono aumentati in proporzione alla popolazione (P), e i risultati sono salari più bassi e maggiore disoccupazione, o declino della sicurezza economica (H). 
Il declino del livello di vita a causa della disoccupazione e degli stipendi più bassi è un problema globale: l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) calcola che, in una forza-lavoro mondiale di 3 miliardi di persone, dal 25 al 30% di lavoratori sono sottoccupati e circa 150 milioni di lavoratori sono completamente disoccupati. Nella sua relazione sull’occupazione mondiale del 1998-1999, l’OIL osserva che “…in generale, con poche eccezioni, la situazione dell' occupazione è rimasta sfavorevole, e gli alti livelli di disoccupazione sono fonte di considerevoli preoccupazioni nella maggior parte del mondo. Sebbene le prospettive appaiano migliorate in alcuni Paesi industrializzati, ciò non riesce a controbilanciare le persistenti difficoltà nei Paesi dell'Europa centrale e orientale e le condizioni in netto peggioramento dell'Asia orientale. In altri luoghi, come l'Asia meridionale e l'Africa, non c'è stato nessun miglioramento significativo, e in Sud America, anche se la crescita economica è ricominciata, non c'è nessun segno che i livelli di disoccupazione inizino a scendere." 
Secondo l'OIL, ogni anno entrano nel mercato del lavoro 47 milioni di nuovi lavoratori, e nei prossimi 20 anni l'ONU prevede l'ingresso nel mondo del lavoro di 750 milioni di nuovi lavoratori, soltanto a causa della crescita della popolazione.
In Cina, almeno 120 milioni di persone sono disoccupate nelle aree rurali, e da 70 a 150 milioni di liudong renkou, o "persone fluttuanti" migrano di città in città in cerca di lavoro. La maggior parte di questa scarsità di posti di lavoro si trova nella Cina meridionale e occidentale: ciò spiega l'influsso di lavoratori provenienti dal Sichuan in Tibet, cosa che esacerba le tensioni già presenti.
E, di nuovo, neppure gli Stati Uniti sono immuni da questo problema; a causa dell'aumentata automazione e l'aumentata offerta di lavoro, gli stipendi reali non sono praticamente aumentati dal 1973 al 1997, e in alcuni periodi sono addirittura diminuiti. L'unico aumento si è verificato soltanto nel 1998 e 1999, grazie ad una lunghissima espansione economica.
Il Messico, la cui popolazione cresce ad un ritmo del 2.2% annuo, avrebbe bisogno di creare un milione di nuovi posti di lavoro all'anno, risultato a cui non si è mai neppure avvicinato. La mancanza di opportunità economiche è la causa principale degli alti livelli di emigrazione legale e clandestina verso gli Stati Uniti, e, insieme a mancanza di terra coltivabile, degrado ambientale e ingiustizia sociale, rappresenta una delle ragioni di conflitto sociale in regioni come il Chiapas.  


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6.5  Popolazione e povertà

E' la crescita della popolazione che causa la povertà o 
è la povertà che provoca la crescita della popolazione? 

 

La povertà è parte integrante del complesso problema della popolazione. La povertà è causa di rivolte sociali, violenza domestica, gravidanze non volute, uso di droghe illegali, distruzione ambientale, e, come già menzionato, criminalità. Se sia la crescita demografica che causa la povertà o la povertà che causa la crescita demografica è motivo di intenso dibattito (e noi riteniamo che entrambe siano vere!). Ciò che è chiaro è che, malgrado gli sforzi che si stanno sostenendo per prevenirla, la povertà sta aumentando: infatti, la percentuale di persone in condizione di povertà sta diminuendo, ma il numero assoluto sta crescendo. Nel mondo in via di sviluppo, più di 1.3 miliardi di persone vivono con meno di un dollaro al giorno, e circa un miliardo non dispone di servizi essenziali quali acqua potabile, fognature, istruzione e assistenza sanitaria. Più di 800 milioni di persone nel mondo non hanno cibo a sufficienza, e secondo il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite, più di un terzo dei bambini del mondo in via di sviluppo sono malnutriti. Il PSNU  stima inoltre che ogni mese quasi due milioni di persone, molti dei quali bambini, scendono al di sotto del livello di povertà e, secondo le Nazioni Unite, nel 2000 più di tre famiglie su quattro negli agglomerati urbani dei Paesi in via di sviluppo vivranno in povertà. 
Cause ed effetti di questi fenomeni sono molteplici. Come riportato dalla Conferenza Internazionale delle Nazioni Unite sulla Popolazione e lo Sviluppo, "La povertà è spesso accompagnata dalla disoccupazione, dalla malnutrizione, dall’analfabetismo, dalla bassa condizione sociale delle donne, da rischi per l’ambiente e dall’accesso limitato a servizi sociali e sanitari, compresa la pianificazione delle nascite. Tutti questi fattori contribuiscono ad alti livelli di fertilità e mortalità, come pure ad una bassa produttività economica."
Le conseguenze sull’ambiente della povertà includono l’abuso dei terreni per i pascoli, la deforestazione, la cattiva amministrazione dei terreni ed il taglio dei boschi per l’utilizzo del legname come combustibile, poichè i poveri sono costretti a queste attività per mantenere le loro famiglie; stando ad un recente studio delle Nazioni Unite, circa il 70% dei danni al suolo terrestre è risultato di queste attività. 
La povertà è cresciuta significativamente anche negli Stati Uniti negli ultimi vent’anni. Più di 35 milioni di americani ora vivono in povertà, fra i quali più di un quinto dei bambini statunitensi. A causa delle differenze strutturali tra questa società e quella del mondo in via di sviluppo, i bambini tendono ad essere più un peso economico che un vantaggio e, secondo il "Population Reference Bureau", esiste ancora una forte correlazione tra dimensione della famiglia e povertà. Infatti, negli Stati Uniti appena il 5% delle famiglie senza bambini è povera, mentre più del 25% delle famiglie con 3 bambini, più del 35% delle famiglie con 4 bambini e più di metà delle famiglie con 5 o più bambini vive in povertà.

 

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6.6  Quando i bambini sono una risorsa economica

Nelle società più povere una famiglia numerosa 
può diventare una necessità economica

 

Uno dei collegamenti più evidenti tra povertà e popolazione è il fatto che nelle società povere i bambini sono spesso un vantaggio e una necessità economica. Nell’Africa Orientale, per esempio, dove la fertilità media è di 6 figli per donna, le donne spesso hanno un numero di figli molto superiore a quello che potrebbe sembrare ragionevole a un osservatore esterno.
Se il cibo scarseggia, ci si chiede, perché le donne non fanno semplicemente in modo di avere meno bocche da sfamare?

Bambini di un villaggio a nord di Da Nang (Viet Nam)
(
Foto di N. Galante)

La prima risposta è che le donne povere probabilmente non hanno il grado di istruzione, la condizione sociale o l'accesso a sistemi sicuri di controllo della loro stessa fertilità. Ma il problema più grande è che numerosi bambini sono una necessità di fronte alla dura realtà di molte regioni. Le famiglie si aspettano che 1 o 2 dei loro figli muoia per malattie prima di raggiungere i 5 anni e inoltre molti bambini sono necessari per aiutare a procurarsi il cibo, per trasportare acqua o raccogliere legna da ardere. Man mano che il degrado ambientale aumenta a causa della pressione della popolazione, le famiglie dovranno muoversi ancora di più per ottenere queste risorse, e avranno bisogno di ancora più figli. In altri casi, i bambini vengono mandati ad elemosinare per le strade per aiutare la famiglia, possono essere mandati a lavorare in aziende che li sfruttano o venduti come schiavi o per il mercato della prostituzione. In certe parti dell’Africa, avere molte figlie femmine è una cosa desiderabile, perché quando si sposano, le famiglie ricevono una tradizionale “dote”. In tutti questi scenari, un numero maggiore di bambini aiuta la famiglia a soddisfare le proprie necessità economiche. 
E' ovvio che questi problemi complicano gli sforzi per raggiungere una popolazione sostenibile. Se la dimensione della famiglia è determinata dalle necessità economiche, fornire semplicemente  accesso alla contraccezione avrà scarsi o nulli effetti sulla fertilità; per ottenere un impatto significativo, bisognerà fornire, insieme ai contraccettivi, anche opportunità economiche, istruzione – specialmente per le ragazze – e servizi sanitari. Inoltre, soddisfare i bisogni particolari delle comunità locali, per esempio fornendo fornelli a kerosene e combustibile e un facile e comodo accesso all'acqua potabile, potrebbe avere un notevole effetto nel ridurre le dimensioni delle famiglie in una sola generazione.


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6.7  Popolazione, povertà, guerre

Quando sono troppi quelli che hanno troppo poche risorse         

 

 

 

 

 

 


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