DI FRONTE AL FUTURO:
GLI UOMINI, LE DONNE E IL LORO PIANETA

Home ] Team ] Introduzione: cosa c'entra la Popolazione? ] Breve storia della popolazione umana ] Quanti abitanti può ospitare la Terra? ] Prospettive a breve e medio termine ] Popolazione e ambiente ] L'impatto economico e sociale ] [ Popolazione e religione ] Che fare? Soluzioni personali e soluzioni globali ] Link per saperne di piu' ]

 Ma in questo istante quante persone ci sono sulla Terra ?  Clicca qui per saperlo!


 

Thailandia - Bambini in preghiera
(foto di N. Galante)

POPOLAZIONE E RELIGIONE
(a cura di Luigia Di Girolamo)

7.1  Introduzione

7.2  L'atteggiamento dei Cattolici
Divergenze politiche e demografiche tra i cattolici

7.3  L'atteggiamento dei Musulmani
I fondamentalisti predicano la fertilità, ma gli altri sono favorevoli al controllo delle nascite

7.4  Situazioni diverse in India
Le condizioni economiche e culturali, non la religione, determinano la dimensione delle famiglie

7.5  Altri gruppi Cristiani
Politiche di partito e preferenze personali 

7.6  La fede e il futuro
Raggiungere la sostenibilità attraverso la spiritualità?

 


 

7.1  Introduzione         

Quando si parla di problemi della popolazione, spesso viene sollevato il problema religioso.
Non è raro sentire dichiarazioni del tipo: "La sovrappopolazione è un problema cattolico", o "I musulmani hanno famiglie numerose".
Anche se queste generalizzazioni sembrano avere qualche fondamento di verità, un'analisi più approfondita rivela che i modelli di famiglia variano notevolmente all'interno della maggior parte delle comunità religiose, e che, in genere, il tasso di fertilità dipende più dalle condizioni economiche e culturali che dalla religione.
E' anche importante distinguere tra le politiche sulla popolazione portate avanti dalle istituzioni religiose e la pratica personale dei fedeli: molto spesso, infatti, i leader religiosi sono riusciti con successo ad opporsi alla stabilizzazione della popolazione a livello politico o legislativo, ma hanno avuto meno risultati quando si è trattato di imporre gli stessi comportamenti personali ai loro seguaci.


Home

Inizio

 


 

7.2  L'atteggiamento dei Cattolici 

Divergenze politiche e demografiche tra i cattolici        

Un capolavoro dell'architettura religiosa occidentale: la Cattedrale di Santiago de Compostela, Spagna
(foto di E. Menegon)

La Chiesa Cattolica è da molto tempo uno dei maggiori oppositori alla stabilizzazione della popolazione e ai servizi di supporto al controllo demografico. La dottrina della Chiesa si oppone alla contraccezione artificiale (salvo l'astinenza e il metodo Ogino-Knaus), all'aborto e alla maggior parte dell’educazione sessuale. Ma i risultati non sono stati sempre all’altezza degli sforzi profusi. 
Dal punto di vista politico la Chiesa ha spesso ottenuto buoni risultati. Nel periodo di amministrazione di Reagan e Bush (1981-1993) le pressioni del Vaticano riuscirono in gran parte a neutralizzare gli sforzi americani per stabilizzare la popolazione in patria e fuori. La politica sostenuta dalla Chiesa ha fatto stornare fondi dai programmi di pianificazione familiare, causando il ritiro degli U.S.A. dagli impegni già presi sulla stabilizzazione della popolazione mondiale. Poiché gli U.S.A. erano i principali donatori di fondi per la  pianificazione della famiglia, questi tagli hanno comportato un significativo e improvviso incremento di gravidanze non programmate, aborti e morti da parto.
La Chiesa ha anche avuto successo quando ha fatto pressione sui governi di alcune nazioni in cui la maggioranza della popolazione è cattolica, come il Costarica e le Filippine, per eliminare o indebolire la politica di pianificazione delle famiglie.

Nel 1994 il Vaticano si è alleato con i fondamentalisti musulmani per opporsi alle proposte sulla stabilizzazione della popolazione e il controllo delle nascite alla Conferenza Internazionale sulla Popolazione e lo Sviluppo tenutasi al Cairo.
Per ironia della sorte, gli sforzi del Vaticano di imporre le proprie convinzioni ai suoi fedeli non hanno avuto altrettanto successo. Negli Stati Uniti il tasso di natalità delle donne bianche cattoliche è più basso di quello delle donne bianche protestanti, e le percentuali di uso dei contraccettivi  variano di poco in seno alle varie religioni.
Spagna e Italia, paesi a predominanza cattolica, hanno il tasso di fertilità più basso d’Europa. L'America Latina, che è a predominanza cattolica, ha un tasso di fertilità più basso dell'Asia e dell'Africa. Queste apparenti contraddizioni spiegano perché secondo alcuni analisti non esiste uno specifico problema demografico tra i cattolici, ma esiste invece un problema politico estremamente serio con la Chiesa cattolica di Roma.


Home

Inizio

 


 

7.3  L'atteggiamento dei Musulmani

I fondamentalisti predicano la fertilità,
ma gli altri sono favorevoli al controllo delle nascite

 

Anche l'Islam è spesso considerato come un ostacolo alla stabilizzazione della popolazione. Ma il Corano, il sacro libro musulmano, non impone famiglie numerose e molti sacerdoti Islamici sono a favore della pianificazione familiare. Infatti, il profeta Maometto ha dichiarato, "Il peggior problema è avere molti figli con mezzi inadeguati".
Molti governi con popolazione a maggioranza musulmana considerano il loro incremento demografico troppo elevato e hanno intrapreso sforzi di pianificazione familiare.

Uno dei massimi capolavori dell'architettura islamica: 
la moschea di Ibn Tulun - Il Cairo - Egitto
(foto di E. Menegon)

In Indonesia, la nazione musulmana più popolata del mondo, il tasso di fertilità è stato ridotto attraverso uno sforzo di pianificazione familiare intrapreso dal governo e sostenuto dai leader religiosi. In Turchia, la costituzione garantisce “il diritto di apprendere ed applicare la pianificazione familiare”. 
In Egitto, il governo ha intrapreso una grande campagna per ridurre il tasso di fertilità, con la benedizione di importanti capi religiosi come il Gran Mufti.   
Comunque, lì come in  molti altri paesi nel mondo islamico, i problemi strutturali hanno ostacolato il progresso verso la stabilizzazione della popolazione. Nonostante l’atteggiamento pro-occidentale e la gloriosa storia, l’Egitto rimane una nazione in via di sviluppo, e ha molti degli indicatori che di solito vengono associati alle famiglie numerose, compresi un alto tasso di mortalità materna e infantile, un tasso di analfabetismo che si avvicina al 50% in media e supera il 60% nelle donne e infine un prodotto interno lordo pro capite al di sotto dei 2 $ al giorno. 
Nonostante la politica dei governi, il tasso di natalità rimane alto in molte altre nazioni islamiche, ma i tassi di fertilità del 6.7 in Yemen, 6.1 in Afganistan, 5.6 in Pakistan non  corrispondono necessariamente a valori religiosi: piuttosto, sono il frutto dei problemi strutturali citati in precedenza e di valori culturali a causa dei quali le donne sono spesso isolate, ignoranti ed economicamente senza diritti (lo Yemen, l'Afghanistan e il Pakistan hanno tutti alti livelli di mortalità infantile, che secondo il Population Reference Bureau raggiunge rispettivamente il 75, 91 e 150 ogni 1000 nati; la Banca Mondiale calcola che questi Paesi abbiano un analfabetismo femminile rispettivamente del 79%, 82% e 75%, e che il prodotto interno lordo sia di 502 $ per il Pakistan e 223 $ per lo Yemen, mentre i dati riguardanti l'Afghanistan non sono conosciuti a causa delle devastazioni causate da anni di guerra civile). 
Come in alcune società in Africa e America Latina, anche in questi Paesi lo status degli uomini può dipendere dal fatto di avere molti bambini, che testimonia la loro virilità. In tale contesto, gli alti tassi di incremento demografico probabilmente dipendono più dal contesto culturale e dalla necessità economica che da dettami religiosi.  


La pianificazione familiare in Iran

Molti occidentali considerano l’Iran uno stato islamico estremista: ma il governo iraniano, pur largamente dominato dal clero musulmano Sciita, si è invece dimostrato molto pragmatico nei confronti dei problemi della popolazione. Dopo la rivoluzione del 1979, i governanti iraniani avevano incoraggiato le donne iraniane a dar vita ad una “generazione islamica”, e nel tentativo di far crescere la popolazione l’età legale di matrimonio fu spostata a 9 anni. La popolazione collaborò, e il tasso di natalità salì alle stelle. Per un certo periodo, i tassi naturali di crescita raggiunsero il 3.9% annuo - tra i più alti mai registrati - e la popolazione dell’Iran passò dai 34 ai 63 milioni. Tale livello di crescita ebbe conseguenze molto pesanti per il Paese: il governo non riusciva, infatti, a costruire scuole e case in numero sufficiente e a garantire assistenza sanitaria ad una popolazione sempre crescente; neppure lo sviluppo economico riusciva a tenere il passo e risultò impossibile creare un numero sufficiente di nuovi posti di lavoro. Una generazione più tardi, il governo cambiò completamente politica  ed iniziò a promuovere attivamente la pianificazione familiare per stabilizzare la popolazione. Attualmente, sono disponibili gratuitamente in tutto il paese i più moderni metodi contraccettivi e le coppie che desiderano sposarsi devono completare con successo un corso di pianificazione familiare. L’Iran ha anche istituito la “Settimana della popolazione” in tutto il Paese, sostenuta ed appoggiata dai leader islamici anche attraverso editti religiosi. Inoltre, si è iniziato ad insistere sulla parità fra i sessi, in modo da affrontare il problema della preferenza per i maschi, che può condurre all'aborto selettivo e all’infanticidio femminile. Queste politiche hanno avuto un tale successo che i tassi di nascita sono crollati fino all’1.4%, e nel 1999 l’Iran ha vinto, insieme al Vietnam, il Premio per la Popolazione delle Nazioni Unite. Altri benefici di questa politica di promozione della pianificazione familiare è stata la diminuzione della mortalità neonatale, infantile e da parto.

La grande Moschea di Mashad - Iran
(foto E. Menegon)


Home

Inizio

 


 

7.4  Situazioni diverse in India

Le condizioni economiche e culturali, non la religione,
determinano la dimensione delle famiglie


Divinità Hindu - Tempio di Keshala
XIII sec. - Somnathpur (Mysore) - India
(foto di E. Menegon)

L’India, nazione a grande maggioranza Hindu, che ha il tasso di crescita più alto al mondo e che è il secondo stato più popoloso al mondo, è un altro esempio di un luogo dove il contesto è molto più importante della religione nel determinare il tasso di fertilità. 
Malgrado il fatto che la grande maggioranza degli abitanti di questo grande Paese condividano la stessa fede (l'80% degli abitanti dell'India è di religione Hindu), la dimensione delle famiglie è molto diversificata. 
In stati come l’Uttar Pradesh e il Bihar, il tasso di fertilità rimane alto, mentre nel Kerala e a Goa il tasso di fertilità è sotto ai livelli di sostituzione. Come in altre parti del mondo, anche in India c’è una correlazione più forte tra benessere sociale e dimensione della famiglia che tra religione e dimensione della famiglia. 
Generalmente, gli stati con il tasso di fertilità più elevato sono quelli con i tassi più elevati di mortalità e denutrizione infantile e di analfabetismo femminile, mentre quelli con un tasso di fertilità più basso sono anche quelli con i tassi più elevati di istruzione femminile e con i tassi di  mortalità e denutrizione infantile più bassi. 

C'è anche una forte correlazione tra la dimensione della famiglia e l'età in cui si contrae il matrimonio:gli stati che hanno un’alta percentuale di donne che si sposano sotto i diciotto anni hanno tassi di fertilità più alti, mentre gli stati dove il matrimonio viene ritardato (di solito a causa di più alti livelli di istruzione, migliori possibilità economiche e intervento del governo) tendono ad avere i tassi di fertilità più bassi. 

 

 

Il caso del Kerala

I modelli tradizionali prevedono che il declino della fertilità in una popolazione si ottiene principalmente attraverso l’espansione economica; ma lo stato del Kerala, nell'India meridionale, offre un modello diverso. Il Kerala ha un tasso di fertilità di circa la metà dIl Kerala è riuscito a ridurre la fertilità perchè lo stato e le amministrazioni locali hanno concentrato i loro sforzi sulla fornitura di servizi come assistenza sanitaria, pianificazione familiare e istruzione ai loro cittadini, piuttosto che dedicarsi all’estrazione delle risorse e all’industrializzazione. Oggi il Kerala ha il più alto tasso di alfabetizzazione e il più basso tasso di fertilità dell'India, insieme al più basso tasso di mortalità infantile e un'aspettativa di vita del 20% maggiore di quella del resto dell'India.  
Dal punto di vista religioso, il Kerala ha più varietà del resto dell'India. Il 60% della sua popolazione è Hindu, il 20% Musulmana e l’altro 20% Cristiana. Tutte le religioni hanno bassi tassi di fertilità in Kerala. L’altro fattore chiave è un più alto status sociale delle donne e il fatto che esse possiedano significativi diritti economici. Nella tribù Nair, per esempio, la proprietà è tradizionalmente ereditata dalle figlie, mentre la preferenza per i bambini maschi, comune nella maggior parte dell’Asia, è virtualmente assente in Kerala.  

 

 

Appello del mattino in una scuola in Kerala
(foto di N. Galante)


Home

Inizio

 


 

7.5  Altri gruppi cristiani (tipicamente americani)

Politiche di partito e preferenze personali           

 

Molti cristiani conservatori, come i membri della  Christian Coalition negli U.S.A., si oppongono alla stabilizzazione della popolazione e alle politiche demografiche. 
La destra cristiana non sembra opporsi alla contraccezione in sé e per sé, ma è contraria al fatto che informazioni e materiali sulla sessualità vengano resi disponibili ai giovani. Si oppone anche all'aborto come scelta dell'individuo e all’aperta discussione sulla sessualità, anche se rivolta alla prevenzione delle gravidanze non desiderate o al diffondersi dell'AIDS. 
La Christian Coalition e i suoi seguaci sono ben organizzati, e sono riusciti a condizionare in modo significativo il dibattito sull’educazione sessuale e i problemi riproduttivi sia a livello nazionale che locale.
Anche i Mormoni sono su posizioni conservatrici, e si oppongono all'aborto e al controllo delle nascite per ragioni filosofiche. I mormoni hanno tradizionalmente famiglie numerose, e lo Utah, la cui popolazione è in maggioranza mormone, ha il tasso di natalità più alto degli U.S.A.
Il tasso di natalità tra i mormoni ha iniziato comunque a diminuire, e ai membri della Chiesa è permesso seguire le loro preferenze personali nel praticare il controllo delle nascite e nel decidere le dimensioni delle proprie famiglie. La tendenza ad avere famiglie numerose, quindi, sembra essere più una tradizione culturale che un dettato religioso tra i Mormoni.   


Home

Inizio

 


 

7.6  La fede e il futuro  

Raggiungere la sostenibilità attraverso la spiritualità?      

 

E' ovvio che, se si vuole raggiungere il risultato di avere sulla Terra una popolazione sostenibile, il problema della religione non può essere ignorato. Ma, come dimostrato dagli esempi precedenti, deve essere collegato al contesto culturale, all’eguaglianza sociale e fra i sessi, all’accesso all'assistenza sanitaria, all’istruzione e alle opportunità economiche. Obbligare le persone ad avere famiglie meno numerose contro la loro volontà - cosa che è stata tentata in alcuni paesi- è ovviamente inaccettabile e viola gli accordi sui diritti umani stabiliti dall’ONU. Ma obbligare la gente ad avere famiglie più numerose attraverso coercizioni religiose è altrettanto inaccettabile, specialmente quando tale coercizione ha come scopo quello di imporre le credenze di una fede ai fedeli di un'altra. Se si vuole che la popolazione mondiale si stabilizzi, ogni individuo o coppia dovrà avere la possibilità di compiere delle scelte riproduttive. La religione e i leader religiosi possono e devono giocare un ruolo significativo nel creare un mondo giusto, sicuro e sostenibile. Le tradizioni della fede, la riflessione e la fornitura di servizi sono componenti vitali per dare forma al nostro futuro. Il Parlamento delle Religioni del Mondo nel 1993 affermò “Noi sappiamo che le religioni non possono risolvere i problemi ambientali, economici, politici e sociali della Terra; possono però fornire ciò che ovviamente non si può  raggiungere soltanto attraverso piani economici, programmi politici o regolamenti legali: un cambiamento nell’orientamento interno, nella mentalità nella sua totalità, nel "cuore" della gente, e la conversione da una sentiero sbagliato ad un nuovo orientamento per la vita… L’umanità ha urgentemente bisogno di riforme sociali ed economiche, ma ha bisogno ancora di più di un rinnovamento spirituale. Come persone religiose o spirituali noi ci impegniamo in questo compito. I poteri spirituali della religione possono offrire un fondamentale senso di fiducia, una base di significato e una casa spirituale."  

 

 

 

 


Home


Inizio


Capitolo successivo

 


 

 

Home ] Team ] Introduzione: cosa c'entra la Popolazione? ] Breve storia della popolazione umana ] Quanti abitanti può ospitare la Terra? ] Prospettive a breve e medio termine ] Popolazione e ambiente ] L'impatto economico e sociale ] [ Popolazione e religione ] Che fare? Soluzioni personali e soluzioni globali ] Link per saperne di piu' ]