DI FRONTE AL FUTURO:
GLI UOMINI, LE DONNE E IL LORO PIANETA

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8.1 Introduzione

8.2 Scelte individuali

8.3 Scelte globali

8.4 Modificare i trend insostenibili          

8.5 Proteggere l'ambiente 

8.6 Costruire un'economia e delle comunità sostenibili

 


 

8.1 Introduzione

Questa sezione offre una serie di possibili soluzioni, sia personali che globali, ai problemi creati dalla sovrappopolazione e dagli stili di vita dei Paesi ricchi. Naturalmente, si tratta di questioni complesse, quindi le soluzioni possibili possono cambiare a seconda delle diverse realtà culturali, economiche, geografiche e politiche: non esistono soluzioni "taglia unica". Ciò nonostante, i principi fondamentali che permettono di creare delle popolazioni, delle comunità e delle economie sostenibili sono costanti, e sono il benessere fisico e sociale, l'istruzione, la giustizia, i diritti umani, gli stili di vita sostenibili. Invece, le tecnologie impiegate, i sistemi di trasmissione e i processi decisionali varieranno a seconda del contesto; ciò che è veramente importante in ogni contesto è che le soluzioni siano giuste, umane e culturalmente accettabili.   
Gli articoli che seguono offrono delle soluzioni di base ai problemi più urgenti che ci troviamo ad affrontare. La nostra intenzione non è quella di offrire un esame approfondito di ogni soluzione, ma di provvedere un contesto che ci permetta di esplorare le soluzioni da un punto di vista olistico. Per approfondire le questioni qui sollevate, visitate i siti delle organizzazioni che si occupano di questo problemi, accessibili dalla pagina "Link per saperne di più" di questo sito web.  

 

 

8.2  Scelte individuali             (a cura di Nicole Pandolfo e di Angela Borsato)

Decidere responsabilmente quanti figli avere,  adottare stili di vita ecologicamente responsabili, essere civilmente impegnati, educare se stessi e gli altri 

 

Messi di fronte a problemi come la crescita della popolazione e l'impatto ambientale che ne consegue, è facili sentirsi impotenti: il problema sembra così irrisolvibile che si pensa di non poter fare niente a riguardo. In realtà, tutti possono e devono fare una differenza. Qui a "Facing the Future" ci piace usare come esempio l’immagine dello scacciaspiriti che pende dal soffitto: anche se sembra che i pezzi siano appesi indipendentemente l'uno dall’altro, sono in verità tutti interconnessi fra loro. Basta una lieve spinta a uno solo di essi e tutti si muovono. Questo dimostra come anche problemi piccoli e azioni apparentemente insignificanti possano avere un grande impatto; e quanto, quindi, anche soluzioni apparentemente piccole possano avere effetti positivi in campi diversi. E' quindi importante tenere bene a mente questi rapporti, e capire l'impatto delle nostre scelte personali, sia positive che negative, a livello globale.

 

Cerca di imparare il più possibile riguardo ai problemi che dobbiamo affrontare.
Impara in che modo le varie azioni e le loro conseguenze interagiscono tra di loro, ed esplora i collegamenti tra le tendenze della popolazione, i sistemi sociali ed economici e le strutture legislative. Sii consapevole delle conseguenze più ampie delle tue azioni: se per esempio si lasciano le luci accese, da qualche parte una centrale elettrica o una diga deve bruciare più combustibile o scaricare più acqua attraverso le turbine per fornire l'elettricità richiesta. Il risultato finale sarà un maggiore inquinamento o danneggiamento delle riserve di pesce.
E' quasi impossibile prendere un giornale e non identificare una mezza dozzina di problemi causati direttamente o aggravati dalla crescita della popolazione, ma questo fatto non viene praticamente mai citato nell'articolo (il biologo Garret Hardin sostiene, infatti, che i dibattiti sulla popolazione sono un argomento tabù per gran parte della società del mondo). Questi problemi potranno essere discussi e risolti solo se la gente diventerà consapevole, in maniera positiva, della loro esistenza ed in particolare del rapporto tra dimensione della popolazione e stili di vita, ambiente e problemi economici e sociali.

 

Lavorare e collaborare con gli altri

Sostieni almeno una organizzazione che si occupa della tutela dell'ambiente e, se possibile, anche più di una; scegli un gruppo che si occupi dei problemi che ti stanno più a cuore e partecipa attivamente ai suoi programmi. Se non puoi permetterti di dare soldi, metti a disposizione il tuo tempo: aiuta con la posta, il telefono o raccogliendo adesioni ai progetti per te più importanti. 
Diventa membro di associazioni come  Population Action International, Population Reference Bureau o Zero Population Growth, e condividi le loro pubblicazioni con altre persone: il tuo contributo non si limiterà a promuovere i gruppi con cui lavori, ma aiuteranno anche a costruire una comunità. Sapere che nessuno di noi è solo ad affrontare questi problemi e che possiamo effettivamente cambiare qualcosa dà un senso alla vita e offre a tutti la speranza di una vita migliore.
Quando ci si impegna per proteggere l'ambiente, per stabilizzare la popolazione e per migliorare la qualità di vita,è importante ricordare che ogni sforzo personale è parte di un contesto più ampio. Ce lo spiega forse meglio Renè Dubos con la sua frase "abbi una visione globale, ma agisci a livello locale": ogni contributo nella propria comunità ha un effetto di propagazione che si può diffondere in tutto il pianeta e sostenere gli sforzi di altre persone.

 

 

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8.3  Scelte globali                                     (a cura di Angela Borsato)

                 Fornire a tutti le conoscenze e gli strumenti per una paternità e una maternità responsabili, consentire l'educazione e la parità di diritti delle donne, garantire il rispetto dei diritti umani, combattere la povertà, adottare stili di vita sostenibili. 

 

Per quel che riguarda le soluzioni globali, è essenziale ricordare che stabilizzare la popolazione ci aiuterebbe a risolvere i problemi ambientali, economici, sociali e di sicurezza che ci troviamo ad affrontare. Le soluzioni più importanti, che di fatto potrebbero essere tutte adottate a livello di comunità o a livello regionale, sarebbero le seguenti:

  • accesso universale a servizi sanitari di qualità, che includano contraccezione e salute riproduttiva

  • investimenti nei servizi sanitari di comunità con lo scopo di ridurre in modo significativo la mortalità infantile e quella delle madri

  • provvedimenti efficaci e non limitati per assicurare la parità tra i sesso e dare pieni poteri alle donne

  • accesso universale all'istruzione, con particolare attenzione all'istruzione delle bambine

  • tutela dei diritti umani

  • sforzi integrati per sconfiggere la povertà

  • protezione dell'ambiente e riparazione dei danni già avvenuti

  • conservazione e arricchimento delle risorse essenziali rinnovabili

  • sviluppo di tecnologie sostenibili (in modo particolare per quel che riguarda l'energia) e loro trasferimento alle nazioni in via di sviluppo

  • una riforma totale dei sistemi di tassazione che incoraggi le cose che vogliamo e scoraggi quelle che non vogliamo

  • revisione degli indicatori sulla base dei quali vengono calcolati la crescita ed il progresso

Per le singole persone queste soluzioni possono apparire estremamente difficili da realizzare, ma tutti possono contribuire a rendere gli altri consapevoli, a promuovere dibattiti o influenzare decisioni politiche locali, regionali e nazionali. I singoli possono sostenere associazioni coinvolte in progetti sostenibili, oppure esercitare pressioni politiche verso i loro rappresentanti per sostenere e finanziare quei progetti, o partecipare ai lavori come volontari; possono, infine,  investire in aziende che si occupano di tecnologie sostenibili.

 

 

 

 


 

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8.4  Modificare i trend insostenibili

(a cura di Luigia Di Girolamo e Nicole Pandolfo)

 

 

Sicurezza alimentare, disponibilità d'acqua e ineguaglianza nei redditi

Alcuni tra i più importanti indicatori del benessere umano - terra coltivabile, acqua potabile, foreste e riserve di pesca - stanno diminuendo se rapportati alla popolazione. L’unica definitiva soluzione alla scarsità di risorse fondamentali è la stabilizzazione della popolazione. Il progresso tecnologico può sicuramente aiutare, ma una popolazione sostenibile è la prima e più importante componente di un mondo sostenibile. Ciò detto, esiste un gran numero di soluzioni strutturali e tecnologiche che possono essere utilizzate quasi subito - e molte altre che possono essere realizzate in un futuro molto prossimo - che possono assicurare a tutti benessere sociale e sicurezza e aiutare a stabilizzare la popolazione.

 

La sicurezza alimentare

C’è bisogno di un approccio integrato per stabilizzare la popolazione ed aumentare sia la quantità che la disponibilità di alimenti. E’ importante riconoscere che oggi la produzione mondiale di cibo - stimata dalla FAO a circa 2.700 calorie giornaliere per persona - è sufficiente a nutrire l’attuale popolazione mondiale. La fame che affligge circa 1/5 degli abitanti del nostro pianeta è dovuta a problemi di distribuzione e strutturali piuttosto che a vere e proprie carenze di cibo (però non ci sarebbe abbastanza cibo per nutrire tutta la popolazione mondiale con una dieta nordamericana: gli americani consumano circa 3.600 calorie giornaliere, con un tipo di alimentazione basata soprattutto su proteine animali. Se tutti i 6 miliardi di abitanti della Terra adottassero questo tipo di alimentazione, avremmo immediatamente problemi di scarsità di alimentare; c'è comunque abbastanza cibo per nutrire tutti con una dieta salutare e nutriente come quella praticata in Italia).
La soluzione alla scarsità di cibo - oltre che alla stabilizzazione della popolazione, che è essenziale per garantire la sicurezza alimentare a lungo termine - inizia riducendo gli sprechi. Nelle nazioni a medio o elevato standard di vita, una media di circa il 20% del cibo prodotto viene sprecato. In parti dell’Africa e dell’America Latina, le perdite dei raccolti di cereali può raggiungere il 50%, e studi effettuati dal Dipartimento americano dell’Agricoltura indicano che più di 1/4 di tutto il cibo prodotto negli Stati Uniti viene gettato via o rimane sul piatto.
Deve essere affrontato anche il problema della distribuzione degli alimenti. Molte delle zone del mondo dove la crescita della popolazione è più alta mancano di adeguate risorse produttive e tecnologiche; è quindi della massima importanza trasferire tecnologie appropriate ed investire nell'agricoltura in quelle aree.
Anche eliminare la povertà è una passo essenziale per raggiungere la sicurezza alimentare. Nonostante il fatto che la percentuale delle persone affamate sia diminuita negli ultimi 20 anni, il loro numero effettivo è cresciuto, proprio a causa dell’aumento della popolazione. In molte zone del mondo, i poveri non possono semplicemente permettersi un’alimentazione adeguata; anche quando producono cibo, le popolazioni delle zone rurali molto spesso sono costrette a vendere i propri alimenti in cambio di denaro per mantenersi nei periodi di difficoltà quando un raccolto fallisce o per pagare affitti e debiti. I programmi anti-povertà - dall’istruzione ai micro-prestiti e allo sviluppo economico delle comunità - sono componenti essenziali della sicurezza alimentare, come lo è l'accesso alla piccola proprietà terriera. Anche la cancellazione dei debiti per i Paesi in via di sviluppo è molto importante, poiché molte delle nazioni più povere sono costrette ad esportare il cibo che producono per pagare gli interessi dei loro debiti, invece che sfamare i suoi abitanti. Tutti possono contribuire alla cancellazione del debito sostenendo Jubilee 2000, uno sforzo internazionale per estinguere il debito dei Paesi poveri.
Utilizzare metodi di produzione sostenibili è altrettanto essenziale per raggiungere la sicurezza alimentare e proteggere l'ambiente. Le attuali pratiche di produzione alimentare si basano essenzialmente sull'uso della meccanizzazione, della monocoltura, dell'irrigazione, dei pesticidi e dei fertilizzanti. Queste pratiche causano troppo spesso erosione ed esaurimento del suolo, che diviene paludoso o si inaridisce a causa dell'eccesso di sale, declino della biodiversità e inquinamento delle falde acquifere e dell'acqua di superficie.
Una possibile risposta a questi problemi è l'agricoltura sostenibile. L’agricoltura sostenibile mantiene i terreni sani e seleziona varietà di piante adatte alle condizioni locali e resistenti ai parassiti. Per diminuire l’utilizzo di fertilizzanti artificiali e per ridurre l’erosione del terreno vengono utilizzate tecniche sostenibili, come la rotazione delle colture, i raccolti intercalari e la semina di altre specie vegetali che arricchiscono il terreno. Inoltre, eliminando i pesticidi, l’agricoltura sostenibile permette il ritorno dei microbi e degli insetti che popolano il suolo e che possono migliorare la qualità del terreno ed aiutare i raccolti a resistere ai parassiti.
L’agricoltura urbana - cioè la produzione di cibo nelle città - è un altro sistema che può aumentare la sicurezza alimentare, aiutare a proteggere gli habitat locali e rafforzare le economie urbane. L’agricoltura urbana può essere semplicemente intesa come il supplemento nell’alimentazione di una famiglia con l'allevamento di galline nel cortile, di pesci in un laghetto artificiale o la coltivazione di verdure sulla veranda o sul tetto, oppure può essere qualcosa di più complesso, come un orto comune che nutre tutto un quartiere, oppure una fattoria idroponica che coltiva verdure in un magazzino. Poiché un’alta percentuale di coloro che sono coinvolti nell’agricoltura urbana sono donne, questo processo può aiutare ad affrontare il problema della parità tra i sessi nella distribuzione alimentare. Altri benefici dell’agricoltura urbana includono l’uso dei rifiuti solidi urbani e delle acque di scarico per la produzione di cibo (con stretti controlli della qualità e della salute pubblica) e la compatibilità con gli usi diversi del territorio, come residenze, commercio, trasporti e servizi. L’agricoltura urbana può essere incoraggiata attraverso un uso oculato della terra, leggi sulla pianificazione urbana che incoraggino la produzione sostenibile di cibo e attraverso fondi destinati al micro-sviluppo.
Un altro punto fondamentale sia per aumentare la sicurezza alimentare che per stabilizzare la popolazione è dare più potere alle donne. Studi effettuati dal Fondo per la Popolazione delle Nazioni Unite indicano che le donne producono la maggior parte di cibo per il consumo familiare e locale (e circa metà dell’approvvigionamento globale). Gli studi indicano inoltre che, quando hanno la possibilità di prendere decisioni all’interno del nucleo familiare, le donne tendono ad usare una parte maggiore del loro reddito per garantire alla loro famiglia una buona nutrizione e sono anche più inclini a risparmiare denaro da spendere per l’istruzione e le cure sanitarie.
Proteggere i campi coltivabili dall'urbanizzazione è altrettanto essenziale. A causa dei bisogni delle crescenti popolazioni umane, grandi distese di terra produttiva nella maggior parte del mondo viene cementata a ritmi allarmanti. Per fermare questa tendenza, governi nazionali e amministrazioni locali possono adottare politiche di protezione della terra coltivabile, come la pianificazione dell'uso della terra e dell'urbanizzazione, lo sviluppo urbano concentrato con zone di protezione agricola e ordinanze sul diritto all'agricoltura. Sono altrettanto importanti anche sistemi di tassazione che incoraggino la conservazione dei campi coltivabili rispetto alle costruzioni.
E' infine necessario interrompere il sistema di sussidi e sostegno artificiale dei prezzi a favore degli agricoltori che usano metodi non sostenibili. In molte zone del mondo i governi pagano i produttori (spesso grandi corporazioni) al fine di continuare ad usare tecniche di coltivazione che danneggiano il suolo o sprecano l’acqua. Negli Stati Uniti, i sussidi incoraggiano i produttori a coltivare prodotti (come il tabacco e il grano per produrre etanolo) che necessitano di un uso intensivo di risorse o non riguardano la sicurezza alimentare.


L'impoverimento delle risorse idriche 

Dal 1950 la disponibilità pro-capite d’acqua potabile è diminuita di oltre il 57% a causa della crescita della popolazione; ma d’altra parte, sempre durante lo stesso periodo, il consumo d’acqua per persona è aumentato di circa il 50%. Come per il problema della produzione alimentare, l’unica vera soluzione a lungo termine per il problema della scarsità d’acqua è la stabilizzazione della popolazione; nel frattempo, abbiamo i mezzi per limitare i danni.  
La conservazione e il riciclaggio sono elementi essenziali per assicurare il fabbisogno d’acqua, in quanto le risorse d’acqua potabile vengono stabilite dal ciclo idrologico (infatti da questo punto di vista la distillazione dell’acqua marina non è una soluzione, perché richiederebbe degli enormi impieghi d’energia, che potrebbero essere ricavati solamente dall’utilizzo di centrali nucleari o a idrocarburi le quali creerebbero altri problemi).

Su scala mondiale è stato rilevato che circa 2/3 dell’acqua prelevata viene destinata all’agricoltura, più di 1/4 viene utilizzato dalle industrie mentre meno di 1/10 dell’acqua prelevata viene consumato per usi cittadini. 
Inoltre, si può aggiungere che, durante questo secolo, il fabbisogno d’acqua per l'agricoltura è aumentato di 6 volte, quello industriale di 30 e quello cittadino di 26. 

La cisterna dell'acqua potabile a Jaisalmer (Rajastan - India)
(foto di E. Menegon)

E' necessario sottolineare che i dati forniti sono relativi al mondo intero e che il rapporto fra il fabbisogno industriale e quello agricolo è invertito nelle nazioni più industrializzate, perché molti processi manifatturieri, come ad esempio la produzione dell’acciaio, della carta e dei prodotti petrolchimici, utilizzano elevate quantità d’acqua.
Dato che l'uso agricolo assorbe la grande maggioranza dell'acqua dolce presente sulla Terra, il problema di migliorare il rendimento dell’irrigazione ha avuto la priorità, a causa del fatto che la maggior parte delle risorse d’acqua potabile presenti sulla Terra sono sfruttate dall’agricoltura. Considerando tutto il mondo, trovare metodi di irrigazione più efficienti è una priorità. 
In tutto il mondo, si stima che le tecniche di irrigazione siano efficaci solo al 40%, ne risulta quindi che si spreca più acqua rispetto a quella che giunge effettivamente alle colture.

Il sistema di irrigazione di un'oasi nei pressi di Timimoun (Sahara - Algeria)
(foto di N. Galante)

Queste perdite si possono limitare cambiando i mezzi di distribuzione e utilizzo dell’acqua, come ad esempio con dei migliori controlli del terreno, in modo che l’irrigazione venga praticata solo se necessario, oppure con la semina di specie vegetali più resistenti alla siccità.  Possibili soluzioni sono anche il riciclo in agricoltura dell’acqua adibita al consumo industriale e cittadino; infatti, le acque grigie dei lavandini e delle docce o le acque nere dei sistemi fognari vengono trattate in appositi impianti, dove i solidi vengono rimossi, e dopo una serie di trattamenti l’acqua viene scaricata in fiumi, laghi e oceani.

Invece, quell'acqua può essere utilizzata per l’irrigazione. Infatti, negli edifici che verranno costruiti nel futuro potrebbe essere presente un impianto per  la separazione e trattamento delle acque grigie, cosa  che permetterebbe di usufruire dell’acqua di scarico delle case per il giardinaggio; inoltre, si  potrebbe eliminare alcuni processi durante il trattamento dell’acqua, che lascerebbero inalterati i nutrimenti organici necessari per l’agricoltura. Entrambe le opzioni farebbero risparmiare denaro ai contribuenti e in molti casi manterrebbero l’acqua di scarico lontano da fiumi, laghi e oceani.
Un’altra area a grandi potenzialità è quella del riciclaggio e del riutilizzo dell’acqua; infatti, la maggior parte dell’acqua usata dalle industrie non viene consumata, ma serve solamente per raffreddare, pulire o trattare dei materiali e successivamente viene scaricata. A causa dei processi manifatturieri però vengono spesso introdotte nell’acqua sostanze inquinanti: il riciclaggio e il riutilizzo risultano quindi non solo un modo per risparmiare acqua ma anche il metodo meno costoso di mantenersi entro i livelli d’inquinamento consentiti. Grazie a questi metodi, alcune industrie hanno ridotto il consumo di acqua del 90%, e oltre ad essersi mantenute entro i limiti dei livelli d’inquinamento, sono riuscite anche a risparmiare denaro.
Purtroppo, molte di queste tecnologie sono assenti nei Paesi in via di sviluppo, dove lo spreco d’acqua e l’inquinamento causano seri problemi all’agricoltura e alle industrie. Un metodo per risparmiare acqua potrebbe essere una combinazione di investimenti e di trasferimento di tecnologie dalle nazioni più industrializzate, insieme all’emanazione e all’applicazione di leggi locali che proteggano l’ambiente acquatico, in modo da favorire la salute pubblica in queste regioni.
Esiste una grande varietà di tecniche per la conservazione dell’acqua usata per i bisogni cittadini; alcune delle più efficaci sono il miglioramento dei sistemi di distribuzione dell’acqua, che sono spesso inefficienti o presentano delle perdite, la creazione di programmi che incoraggino i consumatori a scegliere installazioni casalinghe e industriali a basso livello di utilizzo d'acqua, un sistema più efficiente di irrigazione di parchi e strutture pubbliche, un sistema di tariffe che incoraggi la conservazione e dei programmi educativi che aiutino i consumatori a prender decisioni informate riguardo all'uso dell’acqua.

Infine, per poter cambiare le cose, è necessario cambiare il modo di vedere l’acqua: non una comodità illimitata, ma una preziosa risorsa. Nella maggior parte della sua storia, l’uomo ha sempre visto l’acqua semplicemente come un mezzo di sviluppo: ma le risorse d’acqua non sono illimitate, e devono soddisfare i diversi bisogni dell'uomo e conservare complessi sistemi ecologici. 

Risaia in Viet Nam
(foto di N. Galante)

Di conseguenza, è necessario sviluppare un’etica anche nei confronti dell’acqua, per assicurarsi che venga utilizzata in modo saggio e paritario, considerando e valutando sia le esigenze dell’uomo che quelle dell’ambiente, unendole in modo olistico. Tutto ciò servirebbe come guida per l’equa distribuzione delle risorse d’acqua fra uomo e natura.  


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8.5  Difendere l'ambiente

 

PARAGRAFO  IN ... COSTRUZIONE

 

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8.6  Costruire un'economia e delle comunità sostenibili 

(a cura di Daisy Bellò)  

 

Per riuscire ad creare  un’economia e delle comunità veramente sostenibili, bisogna stabilizzare la popolazione ad un livello sopportabile in relazione alle risorse disponibili. I mezzi per arrivare a questo traguardo sono ovvi: investimenti sulla sanità locale e sulla pianificazione familiare, istruzione, parità tra classi e sessi e uno sviluppo economico sostenibile.
Purtroppo, gli indicatori economici primari che vengono usati per misurare lo sviluppo economico ignorano totalmente queste considerazioni; un importante punto di partenza per raggiungere la sostenibilità è quindi quello di riesaminare gli indicatori che usiamo per definire  crescita e progresso.

Sviluppare una nuova "Carta a punti"

Il metodo tradizionale per misurare la crescita economica è il Prodotto Interno Lordo, o PIL.  Sfortunatamente, il PIL si limita ad indicare lo sviluppo dell’attività economica e non ci permette di capire se le operazioni alla base dello sviluppo economico siano positive o negative per il benessere della collettività: infatti, il PIL considera positiva qualsiasi attività economica. Le perdite di petrolio, come ad esempio il disastro della Exxon Valdez, fanno salire il PIL, poiché le conseguenti operazioni di pulizia costano miliardi. Anche l’inquinamento atmosferico, che causa decine di migliaia di decessi e decine di miliardi di spese mediche ogni anno, viene valutato positivamente dal PIL. Allo stesso modo, la deforestazione, lo sfruttamento eccessivo delle risorse minerarie e della pesca sono di fatto indicatori positivi, poiché favoriscono l’incremento del PIL.
Nella maggior parte dei Paesi, la politica nazionale viene stabilita sulla base di questi indicatori economici: se il PIL sale, il governo tende a continuare sulla stessa strada; se il PIL scende, spesso si ricorre a interventi per rilanciare lo sviluppo (come ad esempio tagli alle tasse, diminuzione dei tassi d’interesse, sussidi), ignorando i costi ambientali e sociali di queste politiche. Ma se i nostri indicatori di progresso economico sono inadeguati ed obsoleti, allora quelle politiche non avranno alcun successo, poiché non affrontano i problemi veri.
Dato che nella maggior parte del mondo assistiamo ormai alla crescita del PIL e al declino del benessere sociale, appare evidente che abbiamo bisogno di nuovi indicatori.
Uno dei potenziali sistemi di misurazione del benessere economico-sociale è il GPI (Genuine Progress Indicator, o Indicatore del Vero Progresso), sviluppato dalla società di studi e di ricerca senza scopo di lucro “Ridefinire il Progresso”.
Il GPI misura l’attività economica globale, ma tiene conto della diminuzione delle risorse e del declino del benessere sociale; cresce tenendo in considerazione anche le attività che normalmente non rientrano nel calcolo economico di una nazione, come il lavoro domestico, l'allevamento dei figli e il volontariato, e diminuisce in presenza di indicatori negativi come la perdita del tempo libero, i divorzi e l’inquinamento. Applicando questi indicatori, il GPI degli USA è sceso del 45%  dal 1950, anche se il PIL è raddoppiato nello stesso periodo.
Un'altra potenziale unità di misura del benessere umano è l’ "Indice della Salute Sociale”, sviluppato all’Istituto Fordham per l’Innovazione della Salute Sociale. Sebbene non prenda in considerazione l’impatto ambientale, esso tiene conto di ben sedici indicatori sociali, compresi la mortalità infantile, l’abuso sui minori, la povertà di bambini e anziani, l’abuso di stupefacenti, la copertura delle assicurazioni sanitarie, la disoccupazione, la media dei guadagni settimanali e il divario tra ricchi e poveri. Dal 1970, anno in cui quest’indice è stato creato, la salute sociale negli USA è diminuita del 40%.
Anche l’HSI (Indice Internazionale della Sofferenza Umana) può essere utilizzato per capire la reale crescita del benessere collettivo. Sviluppato da Population Action International, l'HSI misura l’aspettativa di vita, la fornitura giornaliera di calorie, l'accesso all'acqua potabile, le vaccinazioni dei bambini, le iscrizioni alla scuola media superiore, l’ammontare del PIL pro capite, il tasso d’inflazione, le tecnologie utilizzate nelle comunicazioni, la libertà politica e i diritti civili. C’è un forte legame tra alti livelli di malessere umano e un maggiore tasso di  fertilità, quindi, una caduta dell’HSI potrebbe essere indice sia di un miglioramento della condizione umana che di una tendenza alla diminuzione dei tassi di fertilità. Ciò può essere ottenuto con politiche mirate a migliorare tutti questi indicatori.
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essuno di questi indicatori può essere usato da solo da un governo, ma è certamente possibile creare un sistema bilanciato di misurazione del progresso reale. A livello strutturale gli indicatori dovrebbero includere la salute dell’ecosistema, l’uguaglianza tra le diverse nazioni e all’interno di ognuna di esse, le spese sociali finalizzate al miglioramento del benessere della comunità, opportunità di guadagno, l’accesso a crediti e opportunità produttive, un buon governo e un altrettanto buon funzionamento della comunità; a livello individuale e familiare gli indicatori dovrebbero includere alimentazione, salute, istruzione, parità tra i sessi, diritti umani e sicurezza economica.
Per migliorare la condizione umana è fondamentale rendersi conto che non potrà mai esistere un progresso economico senza famiglie e comunità stabili e un ecosistema protetto: rappresenta quindi un'assoluta priorità sviluppare e applicare strategie per misurare e garantire questo progresso. 

Riflettere sulle priorità

Per risolvere i problemi economici e sociali è essenziale stornare risorse dalle spese e sussidi tradizionali, e utilizzarle, invece, per uno sviluppo sostenibile. Nonostante sia ben presente la consapevolezza dei pericoli insiti nella degradazione dell’ambiente e dei conseguenti problemi sociali, economici e politici, le spese effettuate da Stati Uniti e dal resto del mondo rimangono focalizzate su problematiche antiche. Ad esempio, le spese in favore dell’ambiente sono molto più limitate rispetto alle spese militari, che raggiungono, a livello mondiale, ottocento miliardi di dollari all'anno. 
Le spese militari non sono però da considerare gli unici fattori che impediscono la creazione di un mondo sostenibile. Infatti, mentre centinaia di milioni di persone nel mondo muoiono di fame, in America, dove 1/3 della popolazione ha gravi problemi di sovrappeso, si spendono annualmente circa trenta miliardi di dollari in cure dietetiche; mentre nel mondo circa 1,3 miliardi di persone vivono in assoluta povertà, negli Stati Uniti ogni anno si spendono all’incirca 19 miliardi di dollari in giocattoli, una media che si aggira intorno ai 350 dollari a bambino (uguale, se non superiore, alle entrate annuali di 1/5 della popolazione mondiale). Ogni anno quasi 500 miliardi di dollari vengono spesi nel gioco d’azzardo: solo una frazione di questa spesa (i 34 miliardi di dollari spesi nelle lotterie) è pari al doppio della cifra necessaria a garantire la pianificazione familiare in tutto il mondo, secondo i calcoli delle Nazioni Unite. Questo non significa che non bisogna garantire la sicurezza nazionale, che si non si debba conservare una buona forma fisica o che non dovremmo comprare giocattoli ai nostri bambini; ma serve a mostrare in modo molto chiaro alcune delle scelte che facciamo nello spendere le nostre risorse.
Il filosofo Friedrich Nietzsche ha detto una volta che decidere equivale a negare: ogni qualvolta noi decidiamo di fare qualcosa, stiamo automaticamente scegliendo di non fare qualcos’altro. In questo caso, quando decidiamo di impiegare il nostro denaro nel gioco d’azzardo o nell’acquisto di armi e giocattoli, significa che non vogliamo (o non possiamo) investire quello stesso denaro a favore dell’istruzione, della sanità o della protezione dell’ambiente.

Investire sulla gente

È chiaro che le questioni della stabilizzazione della popolazione, della protezione dell’ambiente e del miglioramento sulla qualità della vita umana sono strettamente collegate. Sappiamo che la povertà può essere sia causa che conseguenza della degradazione ambientale, e che la fertilità è collegata alla povertà; sappiamo inoltre che l'assistenza sanitaria, la pianificazione familiare, l'istruzione, uguaglianza tra classi sociali e tra sessi e stile di vita sostenibile sono le soluzioni di base di questi problemi. L’unico problema è riuscire a fare tutto questo in maniera  appropriata anche da un punto di vista culturale.
Un ovvio punto di partenza è la creazione delle infrastrutture necessarie a garantire l'assistenza sanitaria e la pianificazione familiare: permettere alla gente di scegliere liberamente il numero e l'intervallo tra le nascite dei propri figli diminuirebbe consistentemente l’incremento demografico e salverebbe milioni di vite. L’accesso all'assistenza sanitaria può far diminuire i casi di mortalità neonatale e infantile (cosa che porta naturalmente ad una diminuzione delle nascite) e accrescere la longevità, permettendo cosi alle persone di vivere vite più produttive e soddisfacenti. 
Nei Paesi in via di sviluppo i servizi sanitari non devono necessariamente seguire i costosi modelli occidentali, che si rivelerebbero comunque inappropriati in molti casi; con una spesa molto inferiore potrebbero essere create delle cliniche di base per diffondere servizi a bassa tecnologia, come informazione e aiuto nella pianificazione familiare, vaccinazioni, assistenza prenatale, prevenzione, cure d'emergenza. In conformità ai desideri di membri e dei leader delle comunità locali, la fornitura di questi servizi potrebbe essere assicurata da gente del luogo adeguatamente istruita, mentre l’accesso ai medici ed a interventi più intensivi potrebbe avvenire a livello regionale. Servizi più ampi potrebbero essere promossi gradualmente, man mano che la comunità si sviluppa e diventa più disponibile ad accettarli.
L’accesso all’istruzione ha un'importanza pari a quella dell'assistenza sanitaria, per la forte correlazione presente tra alti livelli di istruzione, migliori opportunità economiche e bassa fertilità. Anche in questo caso, la creazione di infrastrutture per garantire un accesso universale all'istruzione elementare non necessita di grandi risorse: le scuole locali, ad esempio, costruite con materiali di produzione locale, potrebbero condividere un unico edificio con la clinica. Si potrebbe poi costruire centri per la preparazione degli insegnanti a livello regionale. Una volta create le infrastrutture, queste potrebbero essere poi gradualmente allargate con l'aggiunta delle scuole superiori e infine di corsi post-diploma.
La diffusione dell’istruzione richiedere una maggiore sensibilità alle culture e tradizioni locali; per far ciò potrebbe essere necessario offrire degli incentivi ai genitori per convincerli a mandare i loro figli, specialmente le bambine, a scuola. Le famiglie più povere, infatti, considerano i figli come un bene economico e, per questa ragione, li mandano a lavorare invece che a scuola; le bambine, in particolare, sono spesso tenute in casa per svolgere le faccende domestiche o a badare ai fratelli più piccoli. Un incentivo per far sì che i genitori mandino i loro figli a scuola sarebbe quello di provvedere i pasti per gli studenti; questo solleverebbe la famiglia dal peso di dover procurare loro cibo e aiuterebbe a risarcire il danno del mancato lavoro minorile. Particolarmente efficienti si rivelano i programmi integrati che moltiplicano gli sforzi, come per esempio l’introduzione di orti scolastici, attraverso i quali si può provvedere direttamente alla produzione di gran parte del cibo per gli studenti. In alcuni casi potrebbe essere anche necessario pagare uno stipendio ai genitori per far sì che mandino i loro figli a scuola. 

Anche il conferimento di poteri alle donne e il miglioramento della loro situazione sociale, politica e sanitaria è fondamentale per la stabilizzazione della popolazione, lo sviluppo sostenibile e la salvaguardia dell’ambiente. Nella maggior parte dei Paesi del mondo, le donne ricevono uno stipendio inferiore rispetto agli uomini a parità di mansione e livello di istruzione; spesso il lavoro delle donne non è nemmeno tenuto in considerazione, benché da esso dipendano famiglie e comunità. 
Il conferimento di poteri e l’autonomia delle donne è una questione estremamente complessa, e le soluzioni possibili variano in base al contesto culturale. In ogni caso, l’elemento essenziale è l’accesso all’istruzione. In gran parte del mondo le donne ricevono tradizionalmente un'istruzione inferiore rispetto agli uomini e i 2/3 degli analfabeti nel pianeta sono proprio donne: la creazione di incentivi all’istruzione femminile è quindi da considerare un punto chiave, come pure la realizzazione di una serie di meccanismi che permettano alle donne di partecipare pienamente e di essere ben rappresentate a qualunque livello politico (e in tutti i settori della società), l’eliminazione delle pratiche discriminatorie nel lavoro, nella proprietà terriera e nell’accesso al credito e la creazione di gruppi locali o nazionali atti a promuovere la consapevolezza ai diritti legali delle donne. Altrettanto importante è l’educazione degli uomini riguardo alle loro responsabilità nei confronti della partner e della famiglia.
Insieme alla riforma terriera, ai diritti umani e alla giustizia sociale e tra sessi, anche la possibilità di accedere al credito è un tassello di vitale importanza per eliminare la povertà, stabilizzare la popolazione e proteggere l’ambiente. Le tipologie di credito tradizionali si basano su ingenti prestiti a individui e organizzazioni considerate solvibili; i creditori, infatti, giudicano i piccoli prestiti troppo cari e i debitori privi d’ipoteca troppo rischiosi. Il risultato è che i membri più poveri della società non riescono ad ottenere alcun prestito. 
Il modello di micro-crediti “Grameen”, però, ha cambiato le cose. Inventato nel 1976 dall’economista del Bangladesh Muhammad Yunis, la banca Grameen concede piccole somme  (spesso di soli venti dollari) in prestito ai più poveri, per dar loro la possibilità di far partire una piccola azienda; insieme al prestito vengono fornite anche informazioni di base sul mondo degli affari e alcuni cenni fondamentali sulle operazioni di credito (come pure informazioni di base sulla salute e sulla pianificazione familiare). I prestiti sono gestiti e garantiti da gruppi, formati perlopiù da donne, chiamati “circoli di credito”. I beneficiari della banca Grameen sono per il 94% donne e la percentuale di restituzione dei prestiti ricevuti è pari al 98% (molto migliore di quella di prestiti tradizionali concessi a clienti solvibili). Yunis ha iniziato la sua attività bancaria con una somma inferiore ai cinquanta dollari, che ha prestato a circa venti famiglie in Bangladesh; i suoi primi prestiti furono in media di 62 centesimi. Ora la banca opera in più della metà dei villaggi della nazione e presta più di 400 milioni di dollari all’anno. Il modello Grameen è stato emulato, adattato e trasferito in altre 43 nazioni, e ci sono ora all’incirca otto milioni di beneficiari.
Il micro-credito è ora apparso anche in alcuni paesi industrializzati, tra cui gli USA; naturalmente si tratta di prestiti superiori, approssimativamente dai 500 ai 1000 dollari, somme sufficienti a permettere alle persone a dar vita a piccole imprese finanziando, ad esempio, attrezzi per il giardinaggio o articoli da parrucchiere.
Insieme ai micro-crediti, anche le micro-imprese si dimostrano molto promettenti sia nelle regioni industrializzate che quelle in via di sviluppo; una tipica dimostrazione sono organizzazioni come HPI (Heifer Project International) e WN (World Neighbors), che usano modelli di sviluppo “partecipe” per combattere la fame e la miseria. HPI distribuisce animali da fattoria alle famiglie (oltre alle istruzioni su come allevarli e tecniche manageriali di base) da allevare per cibo o reddito; i beneficiari, inoltre, si impegnano a "ridistribuire il dono" e cedere uno o più piccoli delle loro bestie ad altre famiglie bisognose.
A seconda del fabbisogno locale, le micro-imprese possono contribuire alla costruzione di pozzi comunitari o impianti idrici, sostenere la nascita di nuove banche, o distribuire semplici attrezzature (tipo zappe, martelli o asce) necessarie all’agricoltura o a lavori di costruzione attraverso una specie di “banca degli attrezzi”. Altre possibilità includono il finanziamento di cooperative agricole locali o di piccole aziende manifatturiere.
Sta di fatto che i modelli di microimprese di maggior successo sono quelli che cercano di integrare uno sviluppo economico sostenibile a progetti atti a migliorare l'assistenza sanitaria per la comunità, la pianificazione familiare, l’istruzione e la parità tra i sessi.    

 

 

 

 


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